Ago 02

Tecniche di memoria: Breve riassunto

Per fare il punto su quanto detto finora sulle tecniche di memoria:

 

Il concetto: l’arte della memoria è arte dell’attenzione. Le associazione di cui abbiamo parlato nei principi base hanno proprio questo scopo: costringere all’attenzione con delle forme atipiche.

Se vogliamo, ha un che di zen: ci si deve imporre una presenza mentale (mindfulness), una consapevolezza sul momento. Qui ed ora. Spesso non ricordiamo perché non notiamo. Non notiamo perché non osserviamo. Siamo distratti. Vediamo, ma non osserviamo. Basterebbe dire che questo succede spesso per esempio nelle presentazioni, ci si lamenta di non ricordare i nomi di gente appena conosciuta, ma la verità è che spesso si è sentito ma non ascoltato il loro nome: eravamo distratti.

Per verificare questa distrazione, si può fare l’esempio classico di Harry Lorayne, basta farsi delle domande del tipo:

– Il rosso, nei semafori, sta sopra o sotto? Se doveste rispondere ora, e scommetterci un milione di euro, sareste tanto sicuri? Eppure è una cosa che vediamo ogni giorno…

– L’orologio che portate, come segna il sei, in numeri romani (VI) o arabi (6)?

.- Che ore sono? Senza guardare, su, avete appena visto l’orologio!

Appunto, vedere non è osservare. Al primo atto manca l’attività conscia, la presenza mentale che caratterizza il secondo. Potremmo anche dire lo sforzo di ricordare, ritenere.

Del resto dimenticare deriva da dementire (essere fuori di mente). Non presenti, altrove.

In questo senso, le associazioni immaginarie e bizzarre di cui abbiamo parlato seguono tre principi dell’ ABC:

1) A di associazione.  La costrizione all’attenzione. Se devo associare 10 termini in una catena bizzarra, devo averli bene in mente. Sono costretto ad “osservarli”.

2) B di bizzarro.  La stravaganza (Harry Lorayne direbbe il principio “slap in the face”) ossia che semplicemente se devo ricordare il signor Umberto Ronerdi mi viene più facile associare Bossi con un Nerd dai capelli rossi, che solo ripetere il nome.

O più banalmente, non ricorderò di un normale giorno di pioggia, ma se quel giorno ero in mezzo alla strada ed è piovuta grandine tipo arance e mi ha coperto di lividi me ne ricorderò. Se, per paradosso, un giorno piovesse viola. Be’, quella pioggia sarà sicuramente memorabile.

3) C di conosciuto. La memoria funziona per associazione (punto 1), ma in particolar modo collegando quel che già si conosce con quanto non conosciamo. Nell’esempio di prima, Bossi è un “Umberto” conosciuto che “sostituisce” quello sconosciuto che ho appena incontrato.

 

Presenza mentale

Spero si sia notato, specie nel punto 1) un riflesso più profondo del semplice ricordare le cose e migliorare la memoria (come fosse robetta): una “costrizione” ad essere più presenti nelle cose che facciamo. Anzi, in genere, in quelle che viviamo.

Somerset Maugham ha scritto che perfino gesti semplici, come farsi la barba,  se ripetuti spesso, generano una sorta di intuizione estetica. Io direi che diventano dei piccoli rituali, dei piccoli centri di senso che viene liberato nell’atto.

Se non l’avete colto, questo spunto, vi cito questa lezioncina per bambini di Thich Nhat Hanh

Siete bambini intelligenti e sono certo che potete comprendere e mettere in pratica quanto vi dirò.La Grande Via che ho scoperto è sottile e profonda, ma chiunque sia disposto a impegnare il cuore e la mente sarà in grado di capirla e di seguirla.

Bambini, dopo aver sbucciato un mandarino, potete mangiarlo con consapevolezza o distrattamente.Cosa significa mangiare un mandarino con consapevolezza?

Mangiando un mandarino, sapete che lo state mangiando. Ne gustate pienamente la fragranza e la dolcezza.Sbucciando il mandarino, sapete che lo state sbucciando, staccandone uno spicchio e portandolo alla bocca, sapete che lo state staccando e portando alla bocca; gustando la fragranza e la dolcezza del mandarino, sapete che ne state gustando la fragranza e la dolcezza.

Bambini, cosa significa mangiare un mandarino senza consapevolezza?

Mangiando un mandarino, non sapete che lo state mangiando. Non ne gustate la fragranza e la dolcezza. Così facendo, non potete apprezzare la natura splendida e preziosa del mandarino.Se non siete consapevoli di mangiarlo, il mandarino non è reale. Se il mandarino non è reale, neppure chi lo mangia è reale. Ecco cosa significa mangiare il mandarino senza consapevolezza.Vita di Siddharta il Buddha, Thich Nhat Hanh

 

 

 

 

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  2. […] fallo. Si usa anche infatti per “notare, rivelare, considerare”. Qui c’è più vita, più presenza mentale, più attenzione al momento, e più possibilità di […]

  3. […] per ricordare le cifre e ricordare le date storiche si può usare l’alfabeto fonetico o lo schedario mentale come strumento di memorizzazione ed incasellamento dei numeri […]

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