Sistema maggiore e Lewis Carroll

Le tecniche di memoria e Lewis Carroll

 

“Ma io non voglio andare fra i matti”, osservò Alice.
“Bè, non hai altra scelta”, disse il Gatto “Qui siamo tutti matti. Io sono matto. Tu sei matta.”
“Come lo sai che sono matta?” Disse Alice.
“Per forza,” disse il Gatto: “altrimenti non saresti venuta qui.”
 Lewis Carroll

“Se non c’è nessun senso – disse il re – ci risparmiamo un mondo di fastidi, perché non abbiamo nessun bisogno di trovarcene uno.”
— Lewis Carroll

Entrando nel mondo delle tecniche di memoria, avrete ormai capito che bisogna giocare ed essere un    po’ folli. Come per entrare nel paese delle meraviglie.
Un senso, però, serve anche a noi. Ma è un senso diverso da quello normale. E’ un senso fantastico, un   senso alla Carrol Lewis.

Conversione fonetica per ricordare i numeri

Ora abbiamo già parlato di come ci si ricordi molto meglio qualcosa se si riesce a dare a quanto ricordato un senso, un’emozione, un’immagine. E’ quanto abbiamo detto nei principi basilari.

Con i numeri, è più difficile: come dare un senso alle banali cifre? Come poterle trasformare in qualcosa di divertente, significativo, emotivo?

I numeri si trasformano in sequenze, e da qui possono trasformarsi in immagini.

Numeri in lettere: il sistema maggiore

Ma i numeri possono trasformarsi anche in lettere. Ci sono vari metodi, tra cui il più famoso è appunto il Sistema Maggiore. Fu inventato nel 1648 da Stanislaus Mink von Wennsshein nel libro Relatio Novissima ex Parnassus de Arte Reminiscentiae (e poi diffuso dal più famoso Leibniz) raggruppando le consonanti ed i numeri seguendo la fonetica (0=t; 1=b,p,w; 2=c,k; 3=f,v; 4=g; 5=l; 6=m; 7=n; 8=r; 9=s).
Qual è il vantaggi? Beh, le lettere si trasformano in parole.
E le parole in frasi.
 Ed abbiamo già visto come ricordare entrambe, magari sotto forma di lista, o di acronimi, o di strumenti per ricordare altro. Come Chiavi.

Così credo sia più facile ricordare:
Luca va a fare la spesa rispetto a
5788450904091
no?

O per essere magari più pratici

Marco, non rompermi!
347 2243943
(sperando che il tel non appartenga a nessuno… non provate eh!)
Ma era per far capire come possa semplificare molte cose.

Ora direte: questo dà i numeri. Non che non sia vero, e su più fronti. Ma come funziona: semplice.

Si sostituisce semplicemente ad ogni numero da zero a nove una o più consonanti, si memorizza questa semplice trasformazione, e con un po’ d’allenamento avrete sviluppato una sorta di “scrittura interiore”, che vi permetterà di mutare i numeri in lettere, e le cifre in sequenze di immagini o frasi.

Ecco la lista:

0 s-z, sc

1 t-d

2 n, gn

3 m

4 r

5 l, gl

6 c, g

7 ch, k, q

8 f, v

9 p,b

Dovete poi seguire alcune semplici regole (in parte implicite)

1) non usare vocali per trasformare i numeri. Perché? Perchè vien più semplice non assegnare alcun valore numerico alle vocali, di modo da poterle usare a vuoto per combinare altre parole – come ho fatto negli esempi sopra.

2) non contare le doppie: topo è uguale a toppa: vale sepre 18. Tonno è uguale a tono o tieni: vale sempre 12. Sarebbe molto più difficile fermarsi a contare quando si ripete una consonante.

3) considerate più che altro la pronuncia, la vocalizzazione, non la scritta. La c o g di 6, è dolce come in getto (61), o dolce (156) o cedro (614); la gh o k o c di 7 è invece dura, come in gatto (71 – ricordate di non valutare le doppie) o cane (72), vedi che sono amici? 😛 , ed ovviamente come in quadro (714), per il 5: aglio è uguale ad ali (5).

4) Per il resto funziona come a scarabeo 😛

Per essere più precisi, dunque, potremmo scrivere così

Num. Suono Lettere Esempio
1 dentale T, D tè, dio, ateo, due, atto
2 nasale N, GN neo, anno, gnè
3 mugolante M amo, mio, emme
4 vibrante R ara, re, oro, erre
5 liquido L, GL ali, lui, aglio, li
6 palatale C, G (dolci) ciao, oggi, ci, gi, agio
7 gutturale C, G, K(q) (dure) occhio, eco, chi, qui, ago, gay, acca
8 labiodentale F, V ufo, uva, via, uffa, avvio
9 labiale P, B boa, ape, oppio, oboe
0 sibilante S, SC,Z sei, esse, zio, ozio, ascia, scia

Per ricordare più facilmente, potete usare i suoni qui elencati crearne delle immagini, e associarli alla forma numerica.

Forma e numero

1 candela

2 cigno

3 forcone

4 barca

5 guanto

6 pipa

7 falce

8 pupazzo di neve

9 palloncino

10 stanlio e olio

Se mi avete letto in precedenza tutto ciò non sembrerà esoterismo, se no mi basta fare un esempio:

1 = ad un grosso dentone (suono dentale, d, t) che morde una candela (forma per uno)- inoltre la T assomiglia un po’ ad uno.
2 = un naso enorme (suono nasale, n) che vola e annusa un cigno, inoltre se la N la girate verso il basso, assomiglia vagamente ad un due.n = 2
3 = Un grosso micio (mugolante, miagolio) che viene infilzato, poveretto, da un tridente. E anche qui se fate cadere la M assomiglia un po’ a un tre.
E così via. Volendo, se preferite, potete usare i luoghi mnemonici, al posto delle forme dei numeri. Quindi immaginate un dente davanti alla porta di casa, un naso nel portico, e di seguito.

La conversione fonetica e Lewis Carroll

Charles Lutwidge Dodgson ( Lewis Carroll, autore di “Alice nel paese delle meraviglie”, ma anche “Attraverso lo specchio” e altri) era interessato alle tecniche di memoria. I suo sistema è assai simile a quello del sistema maggiore sopra descritto, solo cambiano le lettere associate ai numeri.

Ma sono sempre consonanti, per i motivi sopra descritti.

Così scrive Carroll:

1. “b” and “c,” the first two consonants in the alphabet.
2. “d” from “duo,” “w” from “two.”
3. “t” from “tres,” the other may wait awhile.
4. “f” from “four,” “q” from “quattuor.”
5. “l” and “v,” because “l” and “v” are the Roman symbols for “fifty” and “five.”
6. “s” and “x” from “six.”
7. “p” and “m” from “septem.”
8. “h” from “huit,” and “k” from the Greek “okto.”
9. “n” from “nine”; and “g” because it is so like a “9.”
0. “z” and “r” from “zero.”

dunque:
1. “b” e “c,” le prime due consonanti dell’alfabeto
2. “d” da “duo,” “w” da “two.”
3. “t” da “tres,” l’altra può aspettare un po’. Evidentemente voleva dare due consonanti ad ogni numero, ma qui ne ha trovata una.
4. “f” da “four,” “q” da “quattuor.”
5. “l” e “v,” perché “l” e “v” sono i simboli romani per “cinquanta” e “5” (remember remember, the fifth of november)
6. “s” e “x” da “six.”
7. “p” e “m” da “septem.”
8. “h” da “huit,” e “k” dal greco “okto.”
9. “n” da “nine”; e “g” perché assomiglia molto al “9.”
0. “z” e “r” da “zero.”

Un aspetto interessante è che CL amava combinare questo sistema con le rime, per esempio:

“Columbus sailed the world around,
Until America was F O U N D.”

F-N-D sta, nel suo sistema, per 4-9-2 (inutile ricordare l’anno mille in questo caso, ergo il primo 1)
Col sistema maggiore, potrebbe essere:

Colombo girò come un tapino,
Finché in America trovò un RUBINO (4-9-2)

Che poeta, eh?

Ok ok, scappo, ma se volete saperne di più sulla passione di Carrol Lewis (non so voi, ma io amo in genere il personaggio)

Trovate altro qui: http://www.gutenberg.org/files/11483/11483-h/11483-h.htm#CHAPTER_VII_T

Amo anche il progetto Gutenberg: oh, sì.

E’ una ben povera memoria quella che funziona solo all’indietro.

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