Filosofia. Empirismo inglese: Locke, Hume, Berkeley

John Locke, (1632 – 1704), filosofo britannico

locke

Inoltre, noi abbiamo conoscenza della nostra esistenza per intuizione; dell’esistenza di Dio per dimostrazione, e delle altre cose per sensazione. (Realtà delle proposizioni esistenziali, Libro IV)

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Locke

Riassunto su Locke:  http://www.oilproject.org/lezione/john-locke-empirismo-inglese-filosofia-liberalismo-riassunto-16897.html

 

David Hume

Quale particolare privilegio ha questa piccola agitazione del cervello che chiamiamo pensiero, perché la si debba prendere a modello dell’intero universo? Indubbiamente la parzialità a nostro favore ce lo presenta realmente a ogni occasione, ma la sana filosofia deve attentamente guardarsi da un’illusione tanto naturale.

Da Dialoghi sulla religione naturale, parte II, pp. 173-175.

L’abitudine […] è la grande guida della vita umana

Da Ricerche sull’intelletto umano, 5, 1; citato in Dizionario delle citazioni, a cura di Ettore Barelli e Sergio Pennacchietti, BUR, 2013.

empirismo, hume

George Berkeley, (1685 – 1753), filosofo, teologo e vescovo irlandese.

Le idee che ci facciamo delle cose sono tutto ciò che possiamo dire della materia. Perciò per “materia” si deve intendere una sostanza inerte e priva di alcun senso, della quale però si pensa che abbia estensione, forma e movimento. È quindi chiaro che la nozione stessa di ciò che viene chiamato “materia” o “sostanza corporea” è contraddittoria. Non è quindi il caso di spendere altro tempo per dimostrarne l’assurdità.

Da Trattato sui principi della conoscenza umana, § 9.

 

Il mondo è la mia rappresentazione. […] Avere portato a consapevolezza questo principio ed aver collegato ad esso il problema del rapporto tra l’ideale e il reale […] costituisce […] il carattere che distingue la filosofia dei moderni. […] Procedendo su questa via, Berkeley pervenne, non molto dopo, ad un vero e proprio idealismo, ossia alla conoscenza che tutto ciò che è esteso nello spazio, cioè il mondo materiale, oggettivo in generale, esiste come tale assolutamente nella nostra rappresentazione, e che è falso, anzi assurdo, attribuirgli, in quanto tale, un’esistenza fuori di ogni rappresentazione e indipendente dal soggetto conoscitivo. (Arthur Schopenhauer)

“Gli idealisti – scrive Russell riportando una battuta di G. E. Moore- sono coloro che vorrebbero sostenere che i treni hanno ruote solo quando sono in stazione, dato che i passeggeri non possono vedere le ruote finché sono sul treno. Il buon senso rifiuta di credere che le ruote comincino improvvisamente ad esistere allorché vengono guardate, e non si diano, invece, il fastidio di essere quando nessuno le osserva”

“Non voglio cambiare le cose in idee; voglio invece cambiare le idee in cose”.

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